DOPPIO SOGNO
collettiva fotografica
Claudia Bertolato - Irene Breda - Elena Candeo - Valentina De Lello - Jara Fronzoni - Susanna Malgherini - Claudia Miceli - Lea Molfese - Moira Prete - Maddalena Quaggia - Sara Seno - Federica Tavian Ferrighi - Elisa Temporin
a cura di SIGN ON ART
dal 28 Gennaio al 29 Febbrario 2012
Inaugurazione 5 Febbraio dalle ore 04.30 pm
"Molte volte la sensualità femminile è provocatrice, qui diventa misteriosa e curiosa spettatrice di un mondo onirico.
La messa in scena della composizione fotografica non annulla la spontaneità dei gesti. Sinuosi, danzano, in un rondò veneziano.
Il mistero della maschera attribuisce significato aggiunto al gioco delle parti: donne maliziose, magiche, sacrificano l'anima per l'apparenza".
Valentina De Lello
"E' un viaggio di fantasia e allusioni; un percorso che ha poco di concreto, è un gioco tra mente e istinto, è l'istante in cui si alzano gli occhi al cielo...e si trovano le stelle".
Claudia Miceli
L'associazione culturale SIGN ON ART dal 28 Gennaio al 29 Febbraio 2012 presenta la terza esposizione del ciclo Imagina eventi d'arte ,dal titolo DOPPIO SOGNO presso Imagina Cafè, Venezia.
L'esposizione nasce dall'unione di tredici artiste che, spogliate dei canoni tradizionali, indossando le vesti del gioco veneziano. Per l'insolita peculiarità insita del carnevale di invertire i ruoli quotidiani, troveremo pittrici, ceramiste, scultrici e danzatrici unite nell'elaborazione di scatti fotografici che rappresentano la loro personale visione della maschera e del sogno.
Il percorso seducente tra fotografia, provocazione e femminilità è esplicato in misteriose donne interpreti di un mondo parallelo al quotidiano.
Un sogno lezioso e ammiccante per cui lo spettatore scivola senza accorgersene nell'irreale.
L'allestimento richiama le costellazioni, dove le fotografie sono appese a fili sottili dell' immaginazione. Rilevano l'irraggiungibilità dei soggetti, reali solo nelle notti di carnevale, reali solo sotto le maschere che di giorno scompaiono.
Come in Doppio Sogno di Schnitzler, scoprire o celare la realtà non ha più importanza, si entra nel carnevale veneziano con la fantasia di un atto onirico.